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Fare affari in Italia

 

Fare affari in Italia

www.invitalia.it
Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

Ai fini dell'attrazione degli investimenti esteri diretti in Italia, l'Agenzia delle Entrate ha reso noto il nuovo regime per gli investitori che intendono trasferire la loro sede fiscale in Italia. Per maggiori informazioni, si rimanda al Comunicato stampa dell'Agenzia: COMUNICATO AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Per la promozione del tessuto manifatturiero ed industriale italiano, si rimanda al seguente video del Ministero dello Sviluppo Economico: L'Italia va oltre i soliti stereotipi: guardate il video "Italy, the Extraordinary Commonplace"

 

 

Fare Affari in Italia

Nel terzo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo (PIL),  è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Per l’anno 2015, la variazione è dello +0,6%, confermando quindi il cauto ottimismo delle previsioni.
Rispetto al secondo trimestre 2015, le importazioni sono aumentate dello 0,5% e le esportazioni sono diminuite dello 0,8%. La domanda nazionale ha contribuito con +0,2 punti percentuali alla crescita del PIL. L'apporto della domanda estera netta e’ stato del -0,4%.
I comparti che hanno segnato un segno positivo: agricoltura (+2,3%), industria (+0,3%) e, in minima parte, i servizi (+0,1%). Variazioni positive anche in termini tendenziali: 3,7% nell'agricoltura, 0,9% nell'industria e 0,5% nei servizi.
Nel terzo trimestre la crescita italiana è stata sostenuta prevalentemente dai consumi, che hanno beneficiato anche dei miglioramenti sul mercato del lavoro. In presenza di una diminuzione degli investimenti, la debolezza del ciclo internazionale ha condizionato negativamente le esportazioni. Per il quarto trimestre ci si attende la prosecuzione di una espansione a ritmi moderati.
Il clima di fiducia delle famiglie prefigura un andamento positivo dei consumi anche nei prossimi mesi, così come rimangono moderatamente favorevoli le attese sull'evoluzione dell'occupazione e dell'inflazione.
Le piccole e medie imprese, PMI (ovvero le imprese con meno di 250 dipendenti), rappresentano la struttura portante dell'economia italiana. Esse costituiscono il 99,9% delle imprese, impiegano l'80% degli occupati e producono il 67% del valore aggiunto, percentuali tra le più elevate di tutti i Paesi OCSE. Raffrontate a livello internazionale, le nostre PMI presentano elevati livelli di produttività. L'economia italiana, inoltre, è caratterizzata da un diffuso spirito imprenditoriale. Circa il 50% degli italiani preferirebbe essere imprenditore piuttosto che dipendente, quasi il 25% della forza lavoro è rappresentata da lavoratori autonomi e a dirigere le piccole imprese sono spesso i giovani. Le PMI italiane sono famose per la loro adattabilità, capacità di rispondere alle richieste specifiche dei clienti, produzione di beni di alta qualità artigianale e di notevole design, tecnologia ed innovazione.
Dal punto di vista settoriale, l‘Italia è nota per le cosiddette “4A”, ossia Agroalimentare, Arredamento, Abbigliamento e Automazione, che costituiscono la spina dorsale del “Made in Italy” inteso come marchio di qualità dell’Italia nel mondo.
A ottobre 2015 le esportazioni hanno registrato una lieve flessione(-0,4%), mentre le importazioni sono stazionarie (+0,0%). Il surplus commerciale è di 4,8 miliardi (5,3 miliardi, il dato ottobre 2014).
La flessione dell'export è dovuta all'aumento delle vendite verso i mercati UE (+0,7%) ed alla diminuzione verso i mercati extra UE (-1,7%), mentre la situazione stazionaria dell'import risente dell'ampia flessione in valore dei prodotti energetici (-5,5%).
Nei primi dieci mesi del 2015 le esportazioni registrano un aumento pari al 3,5% per valore e all’1,6% per volume. La crescita delle importazioni è pari al 3,3% in valore e al 7,0% in volume.
Dall'inizio dell'anno l'attivo raggiunge i 34,8 miliardi, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+32,8 miliardi). Al netto dell'energia il surplus è pari a +63,3 miliardi.


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